Introduzione

Rete dei trapianti

Il trapianto

Il trapianto è un intervento che rientra nei livelli essenziali di assistenza (LEA), ossia nelle prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a fornire gratuitamente a tutti i cittadini e in molti casi costituisce, per chi vi si deve sottoporre, l’unica opportunità di continuare o di riprendere a vivere normalmente.

La Rete

La particolare complessità del Sistema Trapianti e le molte figure professionali coinvolte richiedono una rete solida e articolata, capace di governare con criteri uniformi le attività di donazione e trapianto sul territorio.

L’architettura di questa struttura è pensata su due piani di azione: il livello istituzionale e il livello operativo.

Le istituzioni coinvolte nella Rete Trapianti sono il Ministero della Salute , la Conferenza Stato-Regioni, gli Assessorati e il Consiglio Superiore di Sanità che si avvalgono del Centro Nazionale per i Trapianti quale organo di governo della rete.

La gestione operativa, ovvero il coordinamento delle attività di donazione, prelievo e trapianto è articolato su tre livelli: nazionale, regionale e locale.

Livello nazionale

  • Centro Nazionale per i Trapianti, che si interfaccia con i centri regionali che hanno in carico i donatori e assicura il supporto necessario per la gestione operativa dei programmi nazionali
  • Consulta tecnica permanente per i trapianti, che ha il compito di stabilire gli indirizzi tecnico-operativi e le linee guida per le attività di prelievo e di trapianto degli organi. Svolge, inoltre, funzioni consultive nei confronti del Centro Nazionale per i Trapianti

Livello regionale

Centri regionali per i trapianti (CRT), che assumono il nome di Centro interregionale per i trapianti (CIRT) qualora le Regioni o le Province autonome di Trento e Bolzano si associno per svolgere alcune funzioni loro attribuite.

Livello locale

Centri di coordinamento ospedalieri presso le Aziende sanitarie locali e centri clinico-assistenziali del territorio. La loro funzione è quella di potenziare lo sviluppo delle donazioni e dei trapianti, esaminare le liste di attesa, controllare che il processo di assegnazione degli organi sia fatto con la massima trasparenza tenendo conto di urgenze cliniche e priorità allocative, procedere ai controlli immunologici e gestire la logistica del percorso donazione-trapianto a livello locale.

Centri prelievi

I centri, che gestiscono la fase di donazione di organi e tessuti, sono dei dipartimenti di emergenza in cui arrivano gran parte dei potenziali donatori. Si tratta di persone in stato di morte encefalica, con danni cerebrali irreversibili, di cui vengono valutate le condizioni e le possibilità che possano diventare donatori di organi e tessuti.

In genere, i Centri prelievi sono strutture di rianimazione, neurorianimazione o neurochirurgia. Rappresentano uno dei punti cruciali di tutta la Rete e dalla loro valutazione dipende lo sviluppo del sistema trapianti e le possibilità di poter accogliere le richieste dei malati in lista di attesa.

Centri trapianto

Sono strutture ospedaliere autorizzate dal Ministero della Salute a prelevare gli organi e a trapiantarli. In genere, si tratta di unità operative complesse che diventano i referenti del percorso di cura dei malati fino alla loro stabilizzazione clinica.

Banche di tessuti e cellule

La legge del 1 aprile 1999 n. 91 prevede l’istituzione di centri dove effettuare attività di lavorazione, conservazione, stoccaggio o distribuzione di tessuti e cellule. Possono essere strutture sanitarie senza fini di lucro, settori di un servizio trasfusionale o anche unità di ospedali pubblici.

I dati

Negli ultimi anni la Rete trapiantologica italiana sta mostrando una crescita costante, sia per quello che riguarda le donazioni che i trapianti.

I risultati collocano l’Italia in un posto di assoluto prestigio all’interno del panorama internazionale.

Nel 2016 il numero dei donatori è salito dai 1165 del 2015 ai 1294 del 2016 (con un tasso di crescita superiore al 10%). Ciò dimostra che, a parità di sicurezza e qualità, sono aumentati gli standard delle strutture di rianimazione e la capacità di utilizzo degli organi da parte dei chirurghi.

Questo dato ha determinato una crescita anche dell’attività trapiantologica ad esso connessa. Analizzando i dati di maggio 2015 con quelli dell’anno successivo, si vede l’aumento del numero di interventi da 3002 a 3378 con un tasso di crescita speculare a quello delle donazioni.

Questi dati sono dovuti a tre fattori principali:

  • l’impegno e la preparazione dei sanitari impegnati nelle strutture adibite ai trapianti
  • un coordinamento sempre maggiore delle attività di donazione, prelievo e trapianto
  • iniziative di informazione che hanno determinato una maggior consapevolezza e sensibilità sul problema da parte della popolazione

Il Centro Nazionale Trapianti

Nato a seguito della legge 1 aprile 1999 n.91, che regolamenta le Disposizioni in materia di prelievi e di trapianti di organi e di tessuti, il Centro Nazionale Trapianti (CNT) è un organo tecnico del Ministero della Salute e ha sede presso l’Istituto Superiore di Sanità.

È presieduto da:

  • Direttore dell’Istituto Superiore di Sanità con funzioni di Presidente
  • Direttore Generale del Centro
  • Un rappresentante per ciascuno dei centri regionali o interregionali per i trapianti

Il CNT si occupa del coordinamento nazionale di tutte le attività di donazione, prelievo e trapianto di organi, tessuti e cellule.

In particolare, i compiti ad esso assegnati sono:

  • promuovere la qualità, la trasparenza e la sicurezza delle attività di donazione e trapianto anche attraverso il controllo costante dei dati trasmessi dai Centri regionali trapianto al Sistema informativo trapianti
  • gestire l’assegnazione degli organi con assoluta trasparenza e nel rispetto più assoluto delle liste di attesa
  • sovrintendere alla formazione del personale medico e sanitario e verificare la qualità e i risultati delle strutture per i trapianti
  • collaborare con le istituzioni estere di settore per coordinare lo scambio di organi a livello internazionale
  • promuovere le azioni di comunicazione per una più diffusa conoscenza dei temi collegati alla donazione e al trapianto
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