Introduzione

Distacco di retina

La retina è un sottile strato di tessuto nervoso, sensibile alla luce, che riveste la superficie interna dell’occhio e trasforma le onde luminose in impulsi nervosi che sono poi trasportati al cervello attraverso le fibre del nervo ottico.

Nel distacco, la retina si separa dal sottostante strato vascolare (coroide o uvea) da cui prende ossigeno e nutrimento e, come conseguenza, le sue cellule soffrono e muoiono (Video).

A seconda della grandezza della parte che si distacca, della sua posizione e della quantità di tempo trascorsa dal suo distacco, possono verificarsi danni temporanei o permanenti alla vista.

Sintomi

I sintomi causati dal distacco di retina sono rappresentati da disturbi visivi:

  • macchie nere fisse
  • mosche volanti o corpi scuri fluttuanti (miodesopsie)
  • brevi lampi di luce (fotopsie)
  • sfocatura o distorsioni della visione
  • ombra o una tenda scura che copre parte del campo visivo (scotoma)

Colpiscono, generalmente, un solo occhio (la probabilità di avere un distacco della retina contemporaneamente ad entrambi gli occhi è di 1 una probabilità su 10).
Senza cure tendono a peggiorare e a non essere più reversibili e possono portare alla perdita della vista.

Cause

Nel distacco della retina si formano delle lacerazioni nel tessuto di cui è formata che favoriscono il passaggio di liquido al di sotto di esso, allontanandolo dai vasi sottostanti.
Alcune condizioni che possono favorire il distacco sono:

  • distacco posteriore, parziale, del corpo vitreo con la conseguente formazione di punti di trazione vitreo-retinica. È un fenomeno normalmente associato all’invecchiamento; il distacco può avvenire quando permangono punti di ancoraggio alla retina, che esercitano una trazione
  • grave miopia
  • alcuni interventi chirurgici all’occhio, come ad esempio la rimozione della cataratta
  • retinopatia diabetica
  • glaucoma
  • infiammazioni all’interno dell’occhio (uveiti) o alcuni rari tumori dell’occhio che portano all’accumulo di liquido sotto una retina integra

Il distacco di retina può anche avvenire a causa di traumi, sia diretti, ad esempio un pugno, o indiretti, come nel caso di colpi alla testa o di contraccolpi (classico quello che si può verificare in un tamponamento stradale).

Terapia

La cura (terapia) del distacco di retina è chirurgica e si basa sull'eliminazione della trazione del corpo vitreo sulla retina e nella chiusura dell’eventuale lacerazione. Nell’85% dei casi, un solo intervento operatorio è sufficiente a riattaccare la retina.

Sono disponibili vari tipi di tecniche che possono essere effettuate in anestesia locale o generale; lo specialista sceglie quella più opportuna in base al caso specifico e al relativo rapporto rischio-beneficio.
Le tecniche attualmente in uso sono:

  • vitrectomia, consiste nella rimozione del corpo vitreo e nella sua sostituzione con un gas o con un sostituto artificiale del vitreo che, tamponando la retina, ripristina il contatto con il sottostante strato vascolare. Questo intervento è generalmente eseguito praticando tre piccolissimi fori nella parete esterna, per l’inserimento degli strumenti di microchirurgia. Al termine dell’intervento la persona operata dovrà assumere una posizione particolare per qualche giorno in modo da permettere alla bolla di gas, o al sostituto artificiale, di rimanere a contatto con la rottura il più a lungo possibile. Il gas sarà progressivamente riassorbito in modo spontaneo mentre il sostituto artificiale dovrà essere eliminato chirurgicamente. Non è possibile guidare o prendere un aereo fintanto che il gas o il sostituto non siano stati riassorbiti o rimossi. Nel caso in cui la persona operata debba essere sottoposta ad un intervento chirurgico di qualsiasi natura deve comunicare al medico la presenza del gas/sostituto all’interno dell’occhio
  • pneumoretinopessia, si usa in caso di distacchi di dimensioni limitate e non complicati. Consiste nell'inserimento di una piccola bolla di gas nell'occhio che spinge la retina in posizione corretta. È accompagnata da trattamenti laser o a freddo (crioterapia) per riparare le lacerazioni e mantenere l’adesione della retina. Come per la vitrectomia, al termine dell’intervento la persona operata dovrà assumere una posizione particolare per qualche giorno in modo da permettere alla bolla di gas di rimanere a contatto con la rottura il più a lungo possibile. Le restrizioni del comportamento da osservare sono le stesse
  • cerchiaggio sclerale, consiste nella compressione del bulbo oculare, attraverso l’applicazione esterna di una banda di silicone in modo tale che la parte esterna della parete oculare si ritrovi avvicinata alla retina distaccata e questa, a sua volta, al corpo vitreo, in modo da rilasciarne la trazione. La rottura, non più sottoposta a trazione, potrà richiudersi e trattamenti laser o a freddo ne impediranno la riapertura

Il quadro visivo dopo la cura dipenderà dalla grandezza del distacco della retina e dalla sua durata. Tanto maggiore è la durata del distacco, tanto minore è la possibilità di recupero visivo.

Nei casi in cui il distacco interessi l’area della visione centrale (regione maculare) il recupero visivo sarà incompleto.

Prevenzione

Per prevenire il distacco della retina è opportuno educare le persone che hanno delle condizioni predisponenti, a riconoscerne rapidamente i segnali in modo da poterlo accertare prima possibile (diagnosi precoce) e procedere subito alle cure.

Complicazioni

C’è una bassa probabilità, durante o dopo l’intervento, di sviluppare complicazioni. Esse possono includere:

  • sanguinamento all’interno dell’occhio
  • formazione di altre lacerazioni nella retina
  • aumento della pressione intraoculare (glaucoma)
  • opacizzazione del cristallino (cataratta)
  • visione doppia (diplopia)
  • allergia ai farmaci
  • infezione all’occhio
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