Il sole abbassa la pressione perciò può sostituire i farmaci contro l’ipertensione

Sospendere durante i mesi estivi la terapia per la pressione alta è un errore grave che causa un aumento del rischio di urgenze ipertensive e di danni acuti agli organi.

I farmaci antipertensivi, a qualunque classe appartengano, devono essere assunti con regolarità, pena la loro totale inefficacia. Non ha alcun senso smettere una terapia perché i valori pressori “si sono sistemati”. Piuttosto, l'aver ottenuto buoni valori pressori è proprio lo scopo della terapia che si sta assumendo e deve essere la motivazione per continuare ad assumerla. Alcuni studi mostrano che, dopo 1 anno dall'inizio di una terapia antipertensiva, solo 1 paziente su 2 circa continua ad assumere i farmaci in modo regolare, seguendo la prescrizione del medico (1). Questa discontinuità espone i pazienti ad un elevato rischio di danni cardiovascolari, paragonabile a quello di chi, soffrendo della stessa malattia, non si cura.
I motivi della sospensione sono i più svariati. Spesso si sente dire che d'estate, con il caldo, non c'è bisogno di prendere farmaci perché la pressione si abbassa da sola. È vero che temperature più alte sono a volte associate ad una riduzione dei valori pressori, ma questo non è un motivo sufficiente per interrompere la terapia. Si può considerare una modifica della terapia o del suo dosaggio che, però, non è automatica e deve essere sempre concordata con il proprio medico curante dopo adeguata valutazione.

1. Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie. VI Report: Health search. 2010