I farmaci servono quasi tutti a far arricchire le case farmaceutiche

Tutti i farmaci sono costantemente sottoposti a processi di valutazione da parte di Enti europei (European Medicines Agency) e nazionali (Agenzia Italiana del Farmaco-AIFA) che ne garantiscono l'utilità, la sicurezza e la disponibilità a prezzi ragionevoli.

Le case farmaceutiche producono, ogni anno, ricavi per centinaia di milioni di euro e in passato alcuni scandali hanno minato la nostra fiducia nei loro confronti. La ricerca sui farmaci è davvero al servizio dell'umanità o è interessata solo al profitto?
Innegabilmente le case farmaceutiche, come ogni impresa, devono guadagnare per sopravvivere. Per farlo devono inventare nuovi medicinali continuamente: la protezione brevettuale sui farmaci dura solo 20 anni ed i microbi imparano con il tempo a sconfiggere le nostre medicine, rendendole inutili.
Per immettere nuovi farmaci sul mercato l'industria farmaceutica deve dimostrare, con studi scientifici, la loro efficacia e sicurezza. I costi per lo sviluppo di nuovi medicinali sono elevatissimi: in totale, le 50 case farmaceutiche più ricche del mondo hanno speso, nel solo 2013, oltre 100 miliardi di dollari in ricerca e sviluppo: quasi un quinto di tutti i ricavi (1)! Senza contare i posti di lavoro generati: solo in Italia, sono oltre 62.000 gli addetti alla fabbricazione di prodotti farmaceutici (2). Ciononostante, enti indipendenti dall'industria farmaceutica, come l'AIFA e le Regioni, trattano con le case farmaceutiche affinché i farmaci (nuovi e vecchi) siano disponibili al prezzo più basso possibile sostenibile per la collettività.

1. Pharmaceutical Executive. Pharma Exec's 50 2014
2. Istituto nazionale di statistica (Istat). CensimentoIndustriaServizi