Bere solo birra fa meno male che bere altri alcolici?

Falso. Come per le sigarette e per le droghe, l'aggettivo “leggero” riferito al bere alcol è quanto meno ingannevole e, per l'alcol, vietato da una Sentenza della Corte di Giustizia Europea che afferma che, indipendentemente dal tipo di bevanda alcolica che si consuma, l'alcol in essa contenuto è sempre dannoso per la salute e non si possono vantare proprietà salutistiche delle bevande alcoliche.

Certamente la birra ha un tasso alcolico più basso del vino o dei superalcolici, ma basta bere un bicchiere di birra da 33 cc che si introduce la stessa quantità di alcol che se si bevesse un bicchiere di vino da 15 cc o un bicchierino di superalcolico da 4 cc (1).
Nel nostro Paese, tra i cittadini di età 16-24 anni, si registra la percentuale più elevata di consumatori di birra (e aperitivi alcolici). L'organismo raggiunge la piena capacità di metabolizzare l'alcol solo intorno ai 18-21 anni motivo per cui l'alcol consumato prima di tale età ha un effetto molto più dannoso sull'organismo rispetto agli adulti. Più precoce è l'avvio al consumo di alcol maggiore è il rischio di diventare alcolisti da adulti. Bere alcol in una fascia di età in cui alcuni organi stanno completando la loro maturazione, in modo particolare il cervello, può causare problemi di apprendimento, di memoria e di orientamento visuspaziale causato da danni ad una zona del cervello denominata ippocampo. Tale rischio è particolarmente accentuato nel periodo di massima vulnerabilità cerebrale all'uso di alcol e sostanze che va dai 12 ai 25 anni. Le linee guida italiane per una sana nutrizione degli italiani e i LARN sconsigliano il consumo di qualunque quantità di alcol prima dei 18 anni, pongono a 1 bicchiere il limite giornaliero da non superare per le donne e per gli ultra65enni e a 2 bicchieri le quantità massime di consumo di alcolici per l'uomo (2).
L'organismo femminile presenta una massa corporea inferiore rispetto all'uomo e una ridotta capacità di metabolizzazione dell'alcol. Per questi motivi la donna sviluppa più rapidamente dell'uomo i danni legati al consumo di alcol in particolare connessi all'aumento del rischio per il cancro del seno (+ 27% superato un bicchiere), per malattie del fegato, del sistema cardiovascolare, del sistema nervoso, della fertilità e del metabolismo osseo (3).

1. EpiCentro (ISS). Alcol: sai cosa bevi? Più sai, meno rischi!
2. Osservatorio Nazionale Alcol – CNESPS (ISS), World Health Organization (WHO). Nuove linee guida del consumo di alcol: evidenze e tendenze (2014)
3. Scafato E. Alcol e cancro: evidenze scientifiche, valutazione di impatto e analisi delle possibili iniziative di prevenzione e di comunicazione