La masturbazione fa diventare ciechi

Non esiste alcuna prova scientifica che stabilisca una relazione tra la masturbazione e la conseguente cecità. Questa falsa informazione trae origine da un opuscolo anonimo del 1712.

All’origine di questa antica credenza, c’è una pubblicazione intitolata Onania. Stampata a Londra nel 1712 e poi diffusa in tutta Europa, descriveva la masturbazione come “peccato atroce di auto inquinamento” oltre che origine di numerosi disturbi quali: “Disturbi dello stomaco e della digestione, perdita di appetito o fame vorace, vomito, nausea, indebolimento degli organi della respirazione, tosse … mal di schiena, disturbi dell'occhio e dell'orecchio, diminuzione totale dei poteri del corpo, pallore, magrezza, brufoli sul viso, declino dei poteri intellettuali, perdita di memoria, attacchi di rabbia, follia, idiozia, epilessia, febbre e, infine, suicidio”.
La grande diffusione dell’opuscolo si deve, tra l’altro, al rimedio consigliato nel documento stesso: l’uso di polverine e tinture vendute proprio dalla bottega di uno degli autori e editori del libretto. Tradotto nel corso dei primi decenni del 1700 in tutte le lingue europee, la sua diffusione fu spesso associata al commercio dei rimedi stessi.
Oggi, invece, praticamente tutti i medici e gli studiosi concordano sul fatto che la masturbazione non sia dannosa per la salute dell’uomo e che non ci sia alcuna prova scientifica a dimostrazione di un legame tra masturbazione e cecità.