L'HIV è un problema solo degli omosessuali e di chi va con le prostitute

Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) (1), dalla metà degli anni ‘80 a oggi i casi di infezione da HIV trasmessi attraverso rapporti eterosessuali sono notevolmente aumentati. L’HIV, quindi, non è una problematica da relegare solo ad alcuni gruppi di persone, ma è un problema di sanità pubblica che deve riguardare ogni individuo, soprattutto i giovani.

Ancora oggi, purtroppo, molte persone pensano che l’infezione da HIV riguardi quasi esclusivamente gli uomini che fanno sesso con uomini, i tossicodipendenti e chi fa sesso con partner occasionali o con molti partner. I dati italiani mostrano che la realtà è diversa. Infatti, i casi di infezione da HIV attribuibili a trasmissione eterosessuale nel 1985 rappresentavano solo l’1,7% del totale ed hanno raggiunto il 47,6% nel 2016, rappresentando così la modalità più frequente di trasmissione dell'HIV. Nello stesso periodo i casi attribuibili a trasmissione tra maschi che fanno sesso con maschi sono aumentati dal 6,3% al 38,0% (1).
Viceversa, la proporzione di casi tra i consumatori di sostanze per via iniettiva è diminuita dal 76,2% nel 1985 al 2,8% nel 2016.
Negli ultimi anni, i giovani di età 25-29 anni risultano essere i più colpiti, con il più alto rapporto tra nuovi casi di HIV e popolazione suscettibile (15,6 nuovi casi ogni 100.000 nel 2016).
In definitiva, quasi l’86% delle nuove diagnosi di infezione da HIV del 2016 è conseguente ad una trasmissione per via sessuale. Per questo è essenziale avere sempre rapporti sessuali protetti con partner occasionali o di cui non conosciamo lo stato di salute, perché non esistono categorie a rischio, ma solamente comportamenti a rischio che favoriscono la trasmissione dell'infezione.

1. Centro Operativo AIDS (ISS). Aggiornamento delle nuove diagnosi di infezione da Hiv e dei casi di Aids in Italia al 31 dicembre 2016. Notiziario Istituto Superiore di Sanità. 2017; 30 (9 Suppl.1)