Io non dono alla ricerca perché chissà che fine fanno i miei soldi

I ricercatori, i laboratori, i macchinari speciali spesso molto costosi, le cellule utilizzate negli studi in vitro o gli animali negli studi che necessitano di “entità” vive, sono tutti attori indispensabili di un’attività di ricerca. Un’associazione no profit spiega che di ogni euro donato, 74,2 centesimi vanno effettivamente alla ricerca, 6,7 centesimi sono per le spese di gestione delle strutture e del personale e ben 19,1 centesimo sono investiti nelle attività di raccolta fondi (1).

Mentre fino a qualche anno fa era difficile farsi un'idea del costo di un'attività di ricerca, oggi, grazie alle politiche di trasparenza adottate da numerose associazioni no profit, è possibile controllare i bilanci annuali, facilmente reperiti e consultati perché pubblicati online sui propri siti internet. Ognuna di queste associazioni ha, infatti, una sezione dedicata, dove viene dettagliato l'utilizzo e la destinazione dei propri fondi.
Questi bilanci dimostrano, non solo quanto costi mantenere in movimento la macchina della ricerca, dalla pubblicità alle campagne di raccolta fondi, ma soprattutto quanto siano elevati i costi di un progetto di ricerca (2, 3).
Le associazioni no profit svolgono le loro attività grazie alle donazioni e perseguono gli interessi dei malati e della comunità che le sostiene.

1. Fondazione Telethon. Il bilancio 
2. Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC). Bilancio 
3. Associazione italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma (AIL). Gestione fondi