Non è possibile che quella cura sia una truffa. Ho sentito in TV che funziona!

La TV è utilizzata sempre più di frequente come mezzo di divulgazione medico-scientifica, ma non tutto quello che finisce in televisione è vero. Spesso i programmi televisivi riportano dati relativi alle fasi preliminari di una ricerca quando, seppur inizialmente promettenti, non sono ancora sufficienti per essere utilizzati come terapia sui pazienti. Altre volte, guidati dalle logiche del mercato televisivo, questi programmi riportano informazioni parziali o distorte, che lasciano ampio spazio all’interpretazione in un campo, come quello medico, dove la mancanza di conoscenze specifiche può rendere il pubblico facilmente influenzabile.

La storia recente ci insegna come la mancanza di conoscenza specifica in merito ad una data malattia (1),  possa contribuire a creare dei veri e propri casi mediatici, indipendentemente dal fondamento scientifico. Questo, purtroppo, crea illusioni e false speranze nei malati che, rivolgendosi speranzosi al proprio medico, non riescono ad accettare che la cura proposta dai media non sia di provata efficacia e sicurezza o, addirittura sia una truffa.
Per evitare che i pazienti vengano sottoposti a terapie inappropriate, le società scientifiche internazionali e nazionali, hanno creato uno strumento per garantire la massima efficacia terapeutica: le linee guida, cioè dei protocolli di comportamento ai quali i medici devono attenersi per curare una determinata malattia.
L’utilizzo di queste linee guida tutela il paziente assicurandogli la terapia più efficace con il miglior rapporto rischi-benefici (2).

1. Ordine dei giornalisti. Etica: le regole
2. Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC)