Nessuno controlla i medici, sia nel pubblico che nel privato

Dall’inizio della sua professione e fino alla fine della carriera, sia nel pubblico che nel privato, ogni medico è tenuto a continuare a studiare e formarsi ed a rendere conto del proprio operato all’Ordine dei Medici di appartenenza.

È, tuttavia, diffusa tra i cittadini l’opinione che il lavoro del medico, specialmente nel privato, non sia controllato. Non è certo possibile verificare l’operato di ciascun professionista che lavora in Italia, ma sono comunque numerosi gli strumenti che vengono impiegati per garantire un’assistenza medica di qualità su tutto il territorio.
A tal proposito ricordiamo, innanzitutto, la formazione continua nota proprio come Educazione continua in medicina (ECM) (1) che ha lo scopo di mantenere il medico aggiornato sulle terapie disponibili, sulle esigenze organizzative del servizio sanitario e, in generale, di far accrescere la sua professionalità. L'ECM prevede che, ogni anno, il medico partecipi ad un certo numero di eventi formativi; solo negli ultimi 3 mesi si sono svolti più di 2.000 corsi (2).
Per quanto riguarda, invece, il settore privato, nello specifico l’intramoenia, è del 2012 la legge che prevede nuove norme per il controllo della libera professione in ospedale (3). Due importanti modifiche stabiliscono che il medico che voglia svolgere attività in intramoenia debba farlo, quando possibile, all'interno di ambienti ospedalieri o in strutture certificate da parte dell’ospedale e tutta la sua attività libero professionale debba essere tracciabile e verificabile.
Altri strumenti verranno, sicuramente, predisposti negli anni al fine di favorire sempre più il miglioramento della qualità del lavoro dei medici.

1. Ministero della Salute. ECM - Educazione continua in medicina 
2. Disponibile sul sito: Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas)
3. Legge 8 novembre 2012, n. 189