Parlare con il neonato non serve, tanto non capisce

Parlare con il proprio bambino fin dai primi giorni di vita è utile all’acquisizione del linguaggio e allo sviluppo cerebrale.

Alla nascita il cervello pesa circa 350 grammi e nel corso del primo anno di vita triplica il suo peso (1).
Contemporaneamente si sviluppano le sinapsi, cioè le connessioni tra le cellule nervose nelle diverse aree del cervello che consentono di pensare, apprendere e ragionare; in questa fase gli stimoli che il neonato riceve, attraverso la vista, l’udito e le prime esperienze, sono fondamentali proprio per il loro corretto sviluppo.
Inoltre, parlare al neonato, oltre ad essere importante per lo sviluppo cerebrale, è importante per lo sviluppo del linguaggio stesso, che comincia ben prima che il bimbo pronunci la sua prima parola: già il feto è, infatti, in grado di distinguere la voce della mamma da tutte le altre e di riconoscere diversi suoni linguistici (1).
Diversi studi, inoltre, hanno dimostrato che i bimbi che ascoltano più parole, attraverso l’interazione diretta con la mamma o il papà, non passivamente attraverso televisione/radio, sviluppano un vocabolario più ricco (2, 3).

1. Marini Andrea, Marotta Luigi. Rapporti tra sviluppo cerebrale e sviluppo linguistico. Items
2. Hurtado, N., Marchman, V. A., & Fernald, A. (2008). Does input influence uptake? Links between maternal talk, processing speed and vocabulary size in Spanish-learning children. Developmental Science. 2008; 11: F31-F39
3. Ministero della Salute. Sette azioni per la vita del tuo bambino. 2009