Mio figlio è malato: ha 2 anni e parla con un compagno immaginario

L'invenzione di un amico immaginario da parte del bambino in età prescolare, ovvero dai 2 ai 6 anni, non deve preoccupare il genitore; è, infatti, un fenomeno molto comune in quella fascia di età e non presenta nessun tratto psicopatologico.

I bambini che parlano e giocano con un amico immaginario hanno un'immaginazione più vivida dei loro coetanei e questo influisce, positivamente, sulla loro capacità descrittiva e narrativa (1).
Secondo il pedagogista e psicologo Jean Piaget lo sviluppo mentale è, infatti, strettamente correlato con quello del gioco che viene considerato come la "più spontanea abitudine del pensiero infantile”.
Uno studio inglese afferma che la creazione di un amico immaginario non è propria soltanto dei bambini più piccoli; di 1.800 bambini sani, tra i 5-12 anni, intervistati riguardo il loro presente o passato, circa 829 (46,2%) riportavano di avere, o avere avuto, un amico immaginario.
Quindi, anche in età scolare (6-11 anni circa), avere un amico immaginario può essere normale; tuttavia, se questa fervida immaginazione è associata ad altri sintomi, quali ritiro sociale o fobia sociale o sintomi fisici come inappetenza o disturbi del sonno, il genitore può pensare di consultare il medico (2).
Dall’età prepuberale (11-12 anni) in avanti, comunque, questo tipo di gioco di finzione non viene più messo in pratica per cui, oltrepassata questa età, se il gioco immaginativo dovesse continuare è necessario parlare con il pediatra.

1. Trionfi G, Reese E. A good story: children with imaginary companions create richer narratives. Child Development. 2009; 80(4): 1.301-13
2. Pearson D, Rouse H, Doswell S, Ainsworth C, Dawson O, Simms K, Edwards L, Faulconbridge J. Prevalence of imaginary companions in a normal child population. Child: Care Health and Development. 2001; 27(1): 13-22