Quando il neonato piange bisogna dargli subito il ciuccio

Quando il neonato piange bisogna cercare di capire il perché del pianto. Dare il ciuccio è altamente sconsigliato soprattutto all’inizio dell’allattamento e nei primi mesi di vita.

Nei primi mesi di vita il ciuccio può interferire con l’allattamento al seno (1). Durante questo periodo, infatti, è importante che il neonato apprenda bene come funziona la suzione al seno materno. Pertanto, non deve essere “confuso” con ciucci e biberon. L’uso di queste “tettarelle” può anche ridurre il tempo in cui il bambino succhia al seno e, quindi, frenare lo stimolo alla produzione di latte (2). Nei primi mesi, inoltre, per quanto non facilissimo, è bene provare a capire il pianto del bambino, più che a consolarlo. Il neonato, di solito, piange se è sporco, se ha caldo o freddo, se c’è troppa confusione o se ha fame. Il pianto ed il comportamento possono essere diversi dal solito se il bambino è malato o sente dolore, come in caso di coliche. Infine, alcuni bambini sono semplicemente più bisognosi di attenzioni e piangono perché vogliono essere tenuti in braccio e coccolati (3).
Dopo i primi mesi di vita il ciuccio non è sconsigliato, ma l’uso non va protratto per oltre 2 anni per evitare l’insorgenza di malformazioni allo scheletro facciale e nella disposizione dei denti (4). Oltre a ciò, è importante tenere presente che non deve mai essere imbevuto di sostanze zuccherine o, comunque, dolci. Tale abitudine espone ad un aumentato rischio di carie e induce il bambino a preferire, invece di frutta e verdure, altri alimenti meno nutrienti e ad alto contenuto calorico, favorendo sovrappeso ed un’alimentazione scorretta (5).

1. EpiCentro (ISS). Allattamento: informazioni generali 
2. Istituto Superiore di Sanità (ISS). Allattamento materno: una goccia di saggezza, una grande opportunità
3. EpiCentro (ISS). Il pianto
4. Ministero della Salute. Raccomandazioni cliniche in odontostomatologia
5. Ministero della Salute. Linee guida nazionali per la promozione della salute orale e la prevenzione delle patologie orali in età evolutiva