Fare movimento alla mia età? Sono troppo vecchio per mettermi la tuta!

Una costante attività fisica aiuta a rallentare il processo di invecchiamento e migliora la qualità di vita dell’anziano perché riduce i sintomi e le conseguenze di eventuali patologie presenti, migliora le funzioni cognitive, aumenta la forza e la massa muscolare ed evita situazioni di isolamento e solitudine.

Molti anziani pensano che l'attività fisica vada praticata da giovani e che alla loro età non se ne tragga alcun beneficio, anzi che possa rappresentare un pericolo. 
Iniziare l'attività fisica in età giovanile sicuramente aiuta a prevenire diverse malattie, ma si possono avere benefici anche se la pratica regolare comincia in una fase più avanzata della vita. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda, alle persone con più di 65 anni, di fare attività fisica almeno 3 volte a settimana e di adottare uno stile di vita attivo adeguato alle proprie condizioni e abilità (1). Importanti sono anche le attività volte al miglioramento dell'equilibrio per prevenire le cadute. Non serve necessariamente andare in palestra, ma anche fare regolari passeggiate, occuparsi del giardino o giocare con i nipoti, sono attività che favoriscono un "invecchiamento attivo", fondamentale per mantenere la propria indipendenza ed autonomia.
Gli anziani regolarmente attivi hanno minor frequenza di patologie cardiovascolari e osteoarticolari, diabete, depressione e limitazioni funzionali, rispetto a quelli che conducono una vita sedentaria. In Italia, il 30% della popolazione si dichiara sedentaria, percentuale che aumenta all'avanzare dell’età, e il 60% degli over 65 anni è in sovrappeso/obeso (2).

1. World Health Organization (WHO). Global recommendations on physical activity for health
2. EpiCentro (ISS). Rapporto nazionale PASSI 2011: attività fisica