La frutta non contiene zuccheri ma fruttosio, quindi anche se hai il diabete la puoi mangiare in quantità

I pazienti affetti da diabete, esattamente come chiunque voglia seguire una corretta alimentazione, possono e devono mangiare frutta, ma per il suo contenuto di zuccheri deve essere correttamente dosata e, soprattutto, inserita in un regime alimentare equilibrato (consumo ben distribuito nella giornata).

Il fruttosio è uno zucchero semplice e, insieme al glucosio, è il costituente fondamentale del saccarosio, ovvero il comune zucchero che si usa in cucina. Il fruttosio ha un potere dolcificante maggiore dello zucchero, per cui se ne può utilizzare di meno per avere lo stesso risultato. Il fruttosio si trova nella maggior parte della frutta, oltre che nel miele (1).
La frutta, come la maggioranza degli altri alimenti, non va assolutamente bandita dalla tavola di una persona affetta da diabete! È, invece, necessario che gli zuccheri semplici in essa contenuti, che possono aumentare la glicemia rapidamente, non vengano assunti contemporaneamente ad altri alimenti ad elevato indice glicemico, onde evitare un aumento consistente dei valori glicemici e un effetto sui livelli di insulina circolante e sui trigliceridi. Da questo punto di vista esistono frutti più “a rischio” per gli effetti sulla glicemia come, per esempio, banane, uva, fichi e cachi. Anche i succhi di frutta, soprattutto se con zuccheri aggiunti, la frutta disidratata o sciroppata ed i canditi non sono consigliabili per i soggetti diabetici. Altri tipi di frutta, come mele, pere, arance, albicocche, pesche, fragole, limoni e pompelmi, sono maggiormente adatti, tenendo sempre in debito conto le raccomandazioni circa il consumo equilibrato e ben distribuito nella giornata.

1. Humanitas Salute. Zucchero bianco, di canna, fruttosio o dolcificante