Il virus Ebola approderà sulle nostre coste con i barconi

Nel nostro Paese non si è verificato nessun caso di Ebola, neppure durante i giorni di massima diffusione dell'epidemia. Gli unici casi arrivati in Italia sono stati quelli di operatori sanitari (e non di migranti!) contagiati in Africa occidentale, subito rimpatriati per il trattamento della malattia.

Gli sbarchi di migranti non hanno rappresentato un rischio concreto per la diffusione del virus Ebola in quanto il viaggio, spesso di alcuni mesi, risulta essere troppo lungo perché la malattia si manifesti all'arrivo nel nostro Paese. Infatti, il periodo di incubazione, durante il quale non c'è rischio di trasmissione, è di 21 giorni al massimo, mentre la malattia con la tipica sintomatologia si estingue in pochi giorni, portando a morte il soggetto che non riceve cure mediche adeguate: tutto termina molto prima che il viaggio si concluda (1). Gli unici casi arrivati in Italia sono stati operatori sanitari contagiati in Africa mentre prestavano la loro opera per rispondere a questa emergenza sanitaria.
La malattia, inoltre, non è trasmissibile per via aerea, ma solo attraverso il contatto diretto con fluidi corporei di malati (sangue, vomito e escrementi) o oggetti da questi contaminati. Anche il rischio di trasmissione per i contatti stretti e per il personale sanitario è molto basso se vengono rispettate le procedure di sicurezza.
Ciò significa che l'epidemia del 2014-2016 che ha colpito la Sierra Leone, la Liberia e la Guinea sarebbe stata relativamente facile da contenere in territori con sistemi sanitari competenti, mentre è stato molto difficile intervenire a causa delle condizioni drammatiche di povertà e fragilità delle strutture sanitarie nei Paesi interessati (2).

1. Ministero della Salute. Ebola
2. World Health Organization (WHO). Ebola virus disease