L'obesità infantile passa con lo sviluppo? Prima non bisogna fare nulla?

Un bambino obeso ha un altissimo rischio di diventare un adulto obeso: tale rischio aumenta con l’età ed è direttamente proporzionale all’entità dell’eccesso di peso (1).

L’allergia inizia sempre nei primi anni di vita ed è tipica dell’età giovanile?

L'allergia è una malattia che può manifestarsi sia nei bambini che negli adulti. Sebbene sia noto che esista una predisposizione genetica (atopia) a sviluppare allergie, i più recenti studi epidemiologici ne mostrano un cospicuo aumento, suggerendo un ruolo prevalente di fattori ambientali (1).

Il disturbo di attenzione esiste, oppure è colpa degli adulti che non ascoltano abbastanza i bambini?

Alcuni bambini e ragazzi si distraggono facilmente, fanno fatica a concentrarsi, a portare a termine un’attività dall'inizio alla fine, a programmare e a gestire il proprio tempo, ad aspettare il proprio turno nella conversazione e nel gioco, faticano a controllarsi e a stringere amicizie. Questi comportamenti possono essere presenti nel bambino piccolo e, poi, scomparire con la crescita, ma se l'intensità diventa tale da ripercuotersi in maniera negativa sulla qualità di vita dei ragazzi nei vari contesti (casa, scuola e amici), tanto da diventare un ostacolo per la crescita e l’apprendimento, allora si può parlare di Disturbo da deficit dell'attenzione e iperattività-ADHD.

L’uso del seggiolino in auto o delle cinture di sicurezza è necessario anche per brevi tragitti?

L'utilizzo dei dispositivi di protezione per il trasporto del bambino (seggiolini, navicelle e adattatori) è, in caso di incidente, l’unica prevenzione possibile per evitare i traumi e per ridurre la mortalità.

Dopo lo svezzamento il bambino può mangiare tutto senza rischio di strozzarsi, perché ha i dentini?

Molti cibi, apparentemente innocui dal punto di vista alimentare come caramelle, noccioline, ciliegie e uva, possono mettere a rischio la vita dei bambini anche se “provvisti” di dentini. Il soffocamento a causa della loro ingestione non è, infatti, improbabile.

Quando il neonato piange bisogna dargli subito il ciuccio?

Quando il neonato piange bisogna cercare di capire il perché del pianto. Dare il ciuccio è altamente sconsigliato soprattutto all'inizio dell’allattamento e nei primi mesi di vita.

Mio figlio è malato se a 2 anni parla con un compagno immaginario?

L'invenzione di un amico immaginario da parte del bambino in età prescolare, ovvero dai 2 ai 6 anni, non deve preoccupare il genitore; è, infatti, un fenomeno molto comune in quella fascia di età e non presenta nessun tratto psicopatologico.

Meglio tenere i bambini in casa piuttosto che mandarli all'asilo a prendere le malattie?

I bambini che frequentano il nido o la scuola dell’infanzia nel corso dei primi 2 anni si ammalano di più rispetto ai loro coetanei seguiti a casa, ma sviluppano una più precoce acquisizione dell’immunità̀ che determina un minor numero di infezioni, asma e altre malattie in età scolare (1-2).

Per far socializzare i bambini bastano nonni e genitori? L'asilo è quindi inutile?

Diversi studi scientifici hanno evidenziato che i bambini che hanno frequentato asili nido e scuole dell’infanzia si dimostrano più̀ estroversi, meno timidi e più predisposti nell’instaurare rapporti con i compagni e con gli insegnanti. Questo processo di socializzazione “cresce” a contatto con gli altri bambini.

Parlare con il neonato non serve perché tanto non capisce?

Parlare con il proprio bambino fin dai primi giorni di vita è utile all’acquisizione del linguaggio e allo sviluppo cerebrale.

Il contatto fisico con il neonato è importante solo dopo i 3 mesi perché prima non riconosce la mamma?

Il contatto tra madre e figlio, sia fisico che visivo, è importante che avvenga subito dopo la nascita e continui durante tutto il periodo neonatale e infantile.

È vero che il neonato nella culla va messo in posizione di fianco o a pancia in giù?

La posizione corretta in culla del neonato è a pancia in su, per prevenire il rischio di SIDS (Sudden Infant Death Syndrome - Sindrome della morte improvvisa del lattante) o “morte in culla”, che colpisce i neonati nel primo anno di vita, principalmente fra i 2-4 mesi (1).