Introduzione

Farmaci anti angiogenici

Per comprendere il meccanismo d'azione e le indicazioni terapeutiche dei farmaci inibitori dell'angiogenesi (anche detti farmaci anti-angiogenici) è necessario, innanzi tutto, capire che cosa si intende con questo termine.

La parola angiogenesi indica il processo di formazione di nuovi vasi sanguigni, a partire da quelli già esistenti. L'angiogenesi è un processo naturale (fisiologico), necessario per molte funzioni dell'organismo quali la normale crescita dei tessuti, lo sviluppo embrionale, la cicatrizzazione delle ferite. In alcuni casi, però, il meccanismo di angiogenesi può perdere la normale regolazione e contribuire allo sviluppo di alcune malattie.

L'angiogenesi è basata sulla crescita, la differenziazione e la migrazione delle cellule che rivestono la parete interna dei vasi sanguigni (cellule endoteliali). Questo processo è controllato da fattori di crescita specifici, detti fattori angiogenetici. Alcuni di essi, come il fattore di crescita dell'endotelio vascolare (identificato con la sigla VEGF, dall'inglese Vascular Endothelial Growth Factor), si legano ai recettori presenti normalmente sulla superficie delle cellule endoteliali. Il legame tra il fattore di crescita e il corrispondente recettore stimola la crescita cellulare favorendo la formazione e la sopravvivenza di nuovi vasi sanguigni.

I fattori inibitori dell’angiogenesi (ad esempio, l'angiostatina), invece, contrastano la formazione dei nuovi vasi sanguigni.

In condizioni normali (fisiologiche), la produzione di fattori stimolanti (pro-angiogenici) e inibenti (anti-angiogenici) è finemente regolata e i vasi sanguigni si formano quando e dove è necessario. A volte, per ragioni non ancora del tutto chiare, la normale regolazione viene a mancare provocando una crescita incontrollata (proliferazione) di vasi sanguigni in posizioni anomale (neovascolarizzazione patologica). Ad esempio, l'angiogenesi è la causa della degenerazione maculare senile, malattia della retina che può portare a una diminuzione della vista (ipovisione) o alla cecità.

Angiogenesi e tumori

L'angiogenesi ha un ruolo importante nella crescita di una massa tumorale. Infatti, i tumori solidi, per crescere hanno bisogno dell'apporto di sostanze nutritive e di ossigeno attraverso il sangue. Il tumore, quindi, deve creare una rete di vasi sanguigni che gli assicuri il nutrimento necessario, e lo fa producendo fattori proangiogenetici e inducendone la produzione da parte delle cellule normali circostanti.

I nuovi vasi sanguigni alimentano il tumore favorendone la crescita e l'invasione del tessuto circostante e, attraverso la sua diffusione in tessuti e organi distanti, la formazione di metastasi.

Meccanismo di azione dei farmaci inibitori dell’angiogenesi

I tumori solidi non possono crescere oltre una certa dimensione, né diffondersi in tutto il corpo senza rifornimento di sangue: la ricerca scientifica ha prodotto farmaci chiamati inibitori dell’angiogenesi che, di fatto, bloccano la crescita del tumore impedendogli di formare una rete anomala di vasi sanguigni. Lo scopo dei farmaci anti-angiogenici è quello di prevenire e/o rallentare la crescita del tumore impedendo l'apporto delle sostanze necessarie alla sua crescita (neovascolarizzazione patologica).

Gli inibitori dell’angiogenesi rappresentano, dunque, un tipo particolare di terapia perché non agiscono direttamente sulle cellule tumorali ma sulla rete di vasi sanguigni necessari allo sviluppo del tumore.

Attualmente esistono molti inibitori dell’angiogenesi approvati per la fase clinica, utilizzati come antitumorali e per diverse malattie dell'occhio. La maggior parte dei farmaci anti-angiogenesi hanno come bersaglio il fattore di crescita dell'endotelio vascolare (VEGF), il suo recettore, o altre molecole coinvolte nel processo di angiogenesi. In generale, i farmaci sono rappresentati da anticorpi monoclonali che si legano al recettore e ne bloccano la funzione, o dal fattore di crescita stesso modificato in modo da essere ancora capace di legare il recettore senza attivarne la funzione.

Tra le terapie antitumorali, gli inibitori dell'angiogenesi sono, in generale, meno tossici dei farmaci tradizionali, ma meno efficaci se non utilizzati in combinazione con altri farmaci. Infatti, considerando l'esistenza di numerosi fattori di crescita, il blocco di un singolo fattore sembra non essere sufficiente. Inoltre, poiché gli inibitori dell'angiogenesi combattono il tumore rallentandone o arrestandone la crescita, ma non uccidono le cellule tumorali, devono essere assunti per lunghi periodi di tempo. Va detto però che gli inibitori dell'angiogenesi, usati in combinazione con terapie tradizionali, ne aumentano l'efficacia senza aumentare il rischio di effetti collaterali tossici.

Importante è anche l’utilizzo di questi farmaci nelle terapie oculari, in particolare per il trattamento della retina. Il farmaco viene iniettato nell'occhio dopo somministrazione di colliri anestetici. Il trattamento è ambulatoriale ma, poiché necessita di un ambiente sterile, si svolge in sala operatoria. La somministrazione è rapida e praticamente indolore. Il blocco della crescita di nuovi vasi ha dato dei buoni risultati nella cura di diverse malattie come la degenerazione maculare senile essudativa, l'edema maculare secondario a retinopatia diabetica e a trombosi venosa.

Effetti collaterali

I farmaci inibitori dell'angiogenesi possono provocare diversi effetti collaterali indesiderati, quali, ad esempio, emorragie, coaguli di sangue nelle arterie (con conseguente ictus o infarto del miocardio), pressione arteriosa alta, difficoltà di cicatrizzazione delle ferite, proteine nelle urine (proteinuria) e un disturbo cerebrale reversibile, chiamato sindrome leucoencefalopatica posteriore.

Effetti indesiderati più rari sono fistole o perforazione gastrointestinali.

Gli inibitori dell'angiogenesi che hanno come bersaglio il recettore del fattore di crescita dell’endotelio vascolare (identificato con la sigla VEGF, dall’inglese Vascular Endothelial Growth Factor), possono causare ulteriori effetti indesiderati, quali stanchezza, diarrea, ipotiroidismo, sindrome mano-piede (arrossamenti dolorosi della pelle di mani e piedi), insufficienza cardiaca, cambiamenti nei capelli.

Prossimo aggiornamento: 23 Giugno 2022

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