Introduzione

Disturbo di panico

Il disturbo di panico si verifica quando si hanno attacchi di panico ripetuti (ricorrenti) e inaspettati, senza una evidente causa scatenante.

Tutte le persone possono sperimentare sentimenti di ansia e di paura in determinati momenti della propria vita. È una risposta naturale a situazioni stressanti o pericolose (Video). Tuttavia, negli individui colpiti dal disturbo di panico, i sentimenti di ansia, stress e terrore si verificano frequentemente, improvvisamente e spontaneamente. Inoltre, compare la preoccupazione, persistente nel tempo, di avere altri attacchi di panico e delle possibili conseguenze (ad esempio, paura di perdere il controllo, di avere un attacco cardiaco, ecc.)

Ansia

L'ansia è una condizione di preoccupazione eccessiva, di intensa apprensione. Può variare da lieve a grave e può includere sentimenti di intensa paura o terrore.

Ci sono diversi modi in cui l'ansia può manifestarsi e includono:

  • fobia, paura eccessiva o irragionevole di un oggetto, un luogo, una situazione, un animale
  • disturbo d'ansia generalizzato (GAD), ansia e preoccupazione eccessive e costanti per varie situazioni
  • disturbo da stress post-traumatico, condizione che porta a rivivere continuamente un evento traumatico accaduto in passato e si accompagna a disturbi marcati di ansia o eccitabilità (per esempio, difficoltà a dormire, irritabilità, ipervigilanza, irrequietezza motoria)

Attacchi di panico

Un attacco di panico si verifica quando ci si sente di colpo, senza motivo, in preda a una paura molto intensa associata, spesso, al timore di star per morire. Durante un attacco di panico si manifestano fastidi fisici come, ad esempio:

  • nausea o disturbi addominali
  • sudorazione
  • tremori
  • palpitazioni, tachicardia
  • sensazione di mancanza d'aria o di soffocamento

Il numero di attacchi di panico dipende dalla gravità della malattia. Alcune persone possono averne uno o due ogni mese; altre, diversi a settimana.

Possono essere molto spaventosi e intensi, ma non sono pericolosi. Non causano alcun danno fisico, ed è improbabile che richiedano il ricovero in ospedale.

Come avviene per molti problemi di salute mentale, anche la causa esatta del disturbo di panico non è chiara. Tuttavia, si pensa sia legato a una combinazione di fattori fisici e psicologici.

Diverse malattie causano disturbi (sintomi) simili a quelli dell'ansia. Ad esempio:

  • prolasso della valvola mitrale
  • sindrome da tachicardia posturale ortostatica (POT Sindrome), disturbi che si verificano passando dalla posizione sdraiata a quella eretta e includono un aumento anomalo e persistente del numero di battiti cardiaci di circa 30 al minuto
  • anemia
  • tachicardia atriale parossistica, battiti cardiaci rapidi e regolari che iniziano e finiscono bruscamente
  • tireotossicosi, situazione in cui grandi quantità di ormoni tiroidei sono rilasciati nel flusso sanguigno provocando tachicardia, sudorazione, tremori e ansia
  • diabete scarsamente tenuto sotto controllo
  • tumori surrenalici, escrescenze che si sviluppano sulle due ghiandole triangolari che fanno parte dei reni (ghiandole surrenali)
  • sindrome carcinoide, insieme di disturbi (sintomi) causati da alcuni tumori carcinoidi che possono svilupparsi nelle cellule delle ghiandole che producono e secernono ormoni (sistema endocrino)
  • sindrome di Zollinger-Ellison, condizione che provoca una sovrapproduzione di insulina e una diminuzione della concentrazione di zucchero nel sangue (ipoglicemia)

Il disturbo di panico si considera accertato (diagnosticato) quando si verificano attacchi ripetuti (ricorrenti) e inaspettati seguiti da un periodo di tempo, di almeno un mese, in cui è presente la preoccupazione continua che possano ripresentarsi e avere conseguenze gravi (ad esempio, paura di avere un attacco cardiaco o di impazzire).

La cura, che consiste principalmente nella terapia psicologica e nell'uso dei farmaci, si propone di ridurre il numero di attacchi e di alleviare la gravità dei disturbi (sintomi).

Per un pieno recupero è importante chiedere aiuto al medico il più presto possibile. La terapia, infatti, è molto più efficace se iniziata appena i disturbi si presentano (precocemente). Se non curato, può diventare debilitante, portare all'isolamento sociale e aumentare il rischio di sviluppare altri problemi di salute mentale come, ad esempio, l'agorafobia o altre fobie.

Nel mondo, circa il 3% delle persone adulte soffre di disturbo di panico nel corso della propria vita.

Sintomi

I disturbi (sintomi) causati da un attacco di panico possono essere molto spaventosi e angoscianti e verificarsi improvvisamente e senza alcuna ragione apparente.

Oltre a un opprimente senso di ansia, un attacco di panico può essere accompagnato da una varietà di altri fastidi, tra cui:

  • palpitazioni, tachicardia
  • sudorazione
  • tremori
  • vampate di calore
  • brividi
  • fiato corto, mancanza di respiro
  • sensazione di soffocamento
  • dolore al petto
  • nausea
  • sensazioni di sbandamento, di instabilità
  • sensazione di svenimento
  • intorpidimento o formicolio
  • dolori addominali
  • paura di morire
  • paura di perdere il controllo o di impazzire
  • sensazione che le cose attorno siano irreali o di essere distaccati da se stessi

I disturbi (sintomi) fisici di un attacco di panico sono sgradevoli e possono anche essere accompagnati da estrema paura o terrore. Per questo motivo, le persone iniziano a temere l'attacco successivo. A volte, possono essere così intensi da dare la sensazione di essere colpiti da un attacco di cuore. Tuttavia, anche se dovessero comparire un battito cardiaco accelerato e la mancanza di respiro, è importante sapere che non costituiscono i segnali di un infarto. Anche se spaventosi, gli attacchi di panico non causano danni fisici.

Le persone che ne soffrono da un certo periodo di tempo, di solito, imparano a riconoscere questa “sensazione di avere un infarto” e diventano più consapevoli dei modi per controllarla.

La maggior parte degli attacchi di panico dura da cinque a 20 minuti, anche se ci sono segnalazioni di alcuni attacchi prolungati fino ad un'ora. In questi casi è probabile che si sia verificato un secondo attacco subito dopo il primo oppure siano rimasti alti i livelli di ansia.

Attacchi di panico ricorrenti

Le persone con disturbo di panico hanno attacchi che si ripetono nel tempo (ricorrenti). In alcune, si manifestano una o due volte al mese; in altre, più volte a settimana. Poiché possono essere molto imprevedibili, le persone che ne soffrono possono sviluppare uno stato di ansia costante nell'attesa del successivo episodio.

Depersonalizzazione

Nel corso di un attacco i disturbi (sintomi) possono essere così intensi e fuori controllo da provocare un sentimento di distacco dalla situazione che si sta vivendo, dal proprio corpo e dall'ambiente circostante. Può sembrare di essere in una situazione irreale di cui si è solo spettatori.
Questo fenomeno è noto come depersonalizzazione ma non fornisce alcun sollievo e non rende l'attacco di panico meno spaventoso. Al contrario, spesso rende l'esperienza maggiormente disorientante.

Cause

L'esatta causa del disturbo di panico non è del tutto chiara ma si ritiene possa consistere in una combinazione di fattori fisici e psicologici che includono:

Esperienze di vita traumatiche

Un trauma come, ad esempio, un lutto a volte può scatenare un attacco di panico che può comparire subito dopo l'evento o manifestarsi ​​inaspettatamente a distanza di tempo.

Genetica

Avere un familiare stretto, di I grado, con disturbo di panico aumenta il rischio di esserne colpiti.

Neurotrasmettitori

I neurotrasmettitori sono sostanze chimiche che si trovano naturalmente nel cervello. Si ritiene che un loro squilibrio possa aumentare il rischio di sviluppare il disturbo di panico.

Aumento della sensibilità al biossido di carbonio

Alcuni esperti ipotizzano che il disturbo di panico sia legato a un aumento della sensibilità al biossido di carbonio e che respirare aria con alti livelli di questa sostanza potrebbe scatenare un attacco. Le tecniche di respirazione, in questo caso, potrebbero contribuire ad alleviare, o a fermare, gli attacchi.

Pensiero catastrofico

Secondo un'altra teoria, le persone che soffrono di attacchi di panico tendono a concentrarsi su disturbi (sintomi) fisici lievi e a interpretarli in maniera catastrofica come fossero segni di una malattia grave. Ciò innescherebbe una risposta di allarme del sistema nervoso che provocherebbe l'attacco di panico.

Diagnosi

Tutti coloro che hanno il disturbo di panico prima o poi sperimentano attacchi di panico. Tuttavia, non tutte le persone che hanno avuto attacchi di panico soffrono anche del disturbo di panico perché tali episodi possono essere inquadrabili anche in altri tipi di disturbi.

Fobia

Alcune persone hanno attacchi di panico in risposta a situazioni specifiche. Ad esempio, possono avere una paura eccessiva o irragionevole degli spazi chiusi (claustrofobia) e avere un attacco di panico quando si trovano in tale situazione.

Mentre la maggior parte degli individui con fobie sperimentano gli attacchi di panico solo di fronte alla situazione, o all'oggetto, che fa scattare in loro la paura, gli episodi causati dal disturbo di panico si verificano senza preavviso e senza motivo evidente.

Infatti, il disturbo di panico è considerato accertato (diagnosticato) solo in presenza di attacchi ricorrenti e inaspettati seguiti da un periodo, di almeno un mese, in cui è presente la preoccupazione continua di averne altri o il timore delle loro conseguenze (per esempio, perdere il controllo, avere un attacco cardiaco, paura di impazzire).

Parlare con il medico curante

In genere, il medico di famiglia chiede alla persona che soffre di attacchi di panico di descrivere i disturbi che sta sperimentando, la frequenza con cui si verificano e le situazioni in cui compaiono. Anche se a volte può essere difficile parlare con qualcun altro delle proprie emozioni e della propria vita, bisogna cercare di non sentirsi imbarazzati. Il medico ha bisogno di comprendere bene i disturbi comparsi per consigliare un eventuale approfondimento specialistico e la cura più adeguata.

Potrebbe anche prescrivere delle indagini per verificare che non siano presenti malattie, come, a esempio, una tiroide iperattiva (ipertiroidismo), possibili cause di disturbi simili agli attacchi di panico. Dopo averle escluse, il medico potrebbe suggerire di rivolgersi ad uno specialista della salute mentale per avere la conferma di soffrire di disturbo di panico.

Terapia

La terapia psicologica e quella farmacologica sono i due tipi di cura per il disturbo di panico. A seconda delle circostanze individuali, può essere necessario utilizzarne una sola o entrambe (leggi la Bufala).

Se è prescritta la terapia psicologica, probabilmente si tratterà della terapia cognitivo-comportamentale (CBT) (leggi la Bufala). Se non dovesse funzionare, potrebbe essere raccomandato l'impiego di un farmaco. Prima di prescrivere qualsiasi tipo di cura, il medico discuterà le alternative disponibili con la persona, illustrandole i vantaggi e gli eventuali rischi, o effetti collaterali, di ognuna.

Nessuna terapia funziona in maniera uguale per tutti e potrebbe essere necessario provarne un certo numero prima di trovare quella più adatta. La cura raccomandata dipenderà dal livello generale di salute, dalla gravità del problema e dalle preferenze personali.

Poiché è importante capire in cosa consista e cosa comporti la cura, è opportuno chiedere al medico di spiegarne tutti gli aspetti in maniera chiara e dettagliata.

Terapia psicologica

Terapia cognitivo-comportamentale (CBT)
Questa terapia ha dimostrato benefici a lungo termine ed è raccomandata per la cura del disturbo di panico. Di solito, è consigliata perché sono disponibili evidenze scientifiche sulla sua efficacia. Consiste in incontri regolari con un terapeuta esperto che discute e approfondisce, con la persona che soffre del disturbo di panico, le reazioni e i pensieri comparsi durante un attacco.

Una volta identificati tutti i processi e le convinzioni negative ed erronee, lavora per sostituirli con altri più realistici e calati nella vita di tutti i giorni. Il terapeuta può anche indicare come comportarsi per affrontare meglio gli eventuali, futuri attacchi di panico. Ad esempio, può insegnare tecniche di respirazione da utilizzare per aiutare a mantenere la calma.

L'Istituto Nazionale inglese per la Salute e l’Eccellenza Clinica (NICE) raccomanda un totale di 7-14 ore di CBT da effettuare settimanalmente e da completare entro un periodo di quattro mesi. La cura, di solito, comporta sessioni di 1-2 ore a settimana.
Il NICE, inoltre, suggerisce che in certe situazioni possa essere ugualmente efficace un programma più breve, ma più intenso, (con sessioni più frequenti) di CBT oppure rinforzato da materiale informativo e di autoaiuto.

Mindfulness
La Mindfulness (dall’inglese "consapevolezza") è una pratica di meditazione che trae origine da tecniche orientali in cui viene messa al primo posto la consapevolezza di quello che accade intorno a noi, nel presente, al fine di ottenere effettivi benefici sia per il corpo che per la mente. La Mindfulness negli ultimi anni, è stata integrata nella Terapia Cognitivo Comportamentale.

Il presupposto di base di questa pratica nel disturbo da attacchi di panico è che in situazioni di ansia e panico la tendenza delle persone è quella di interpretare le sensazioni corporee in chiave catastrofica e fare previsioni negative su ciò che potrà avvenire. La pratica Mindfulness in questa fase aiuta a dirigere la propria attenzione sul momento presente in maniera intenzionale e con accettazione favorendo così il distacco dai pensieri catastrofici riguardanti possibili eventi negativi del futuro.

La pratica della consapevolezza promuove un nuovo modo di rapportarsi alle proprie sensazioni fisiche, pensieri ed emozioni (per esempio dolore, paura, ansia) acquisendo consapevolezza della loro natura mutabile e transitoria. Attraverso la pratica della consapevolezza la persona impara a stare nel momento presente con quello che c’è senza mettere in atto tentativi di fuga o comportamenti di evitamento, riducendo così lo scatenarsi di reazioni emotive che portano all’attacco di panico.

Gruppi di auto-aiuto
I gruppi di auto-aiuto sono in grado di fornire informazioni utili e consigli e, soprattutto, supporto su come affrontare e gestire il disturbo di panico. Sono anche un buon modo per incontrare altre persone che hanno avuto esperienze simili e per confrontarsi e sostenersi reciprocamente.

Gli attacchi di panico, a volte, possono essere spaventosi e causare l'isolamento. Sapere che altre persone vivono le stesse emozioni, quindi, può essere importante.

I gruppi di auto-aiuto consistono in incontri in cui si può parlare con gli altri dei propri problemi e difficoltà. Le persone che ne fanno parte possono anche fornire e ricevere sostegno e consiglio per telefono o per iscritto.

Terapia farmacologica

Antidepressivi
Gli antidepressivi sono per lo più usati per la cura della depressione, ma possono anche essere utilizzati per il trattamento di una serie di altre condizioni psicologiche.

La cura (terapia) con antidepressivi può richiedere da due a quattro settimane prima di iniziare a mostrare i suoi effetti. È, quindi, importante continuare a prenderli anche se si ha l'impressione che non stiano funzionando. Non si dovrebbe mai sospendere la terapia a meno che il medico consigli espressamente di farlo.
Gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) e gli antidepressivi triciclici sono i due tipi di antidepressivi spesso raccomandati per la cura del disturbo di panico.

Quando si inizia a prendere un nuovo tipo di farmaco, si dovrebbe essere visitati dal medico per discutere con lui gli eventuali problemi che potrebbero manifestarsi e consentirgli di valutare quale cura sia più efficace e tollerata.

Inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI)
Gli inibitori della ricaptazione della serotonina (SSRI) sono un tipo di antidepressivo che agisce aumentando il livello di una sostanza chimica, chiamata serotonina, nel cervello. Sono la tipologia di antidepressivo più comunemente prescritto per la cura del disturbo di panico. Di solito, si inizia con una dose bassa che viene gradualmente aumentata man mano che il corpo si abitua al farmaco.

Gli effetti indesiderati più comuni degli SSRI comprendono:

  • nausea
  • mal di testa
  • perdita di appetito
  • sudorazione
  • sensazione di agitazione
  • insonnia (disturbi del sonno)
  • dolore intestinale
  • riduzione del desiderio sessuale

Quando si inizia a prendere gli SSRI, i sentimenti di ansia e di panico potrebbero peggiorare. Nella maggior parte dei casi, si tratta di un fenomeno temporaneo e i disturbi (sintomi) tendono successivamente a migliorare nel giro di qualche giorno. Se dovessero aggravarsi e non dovessero comparire segni di miglioramento è necessario parlarne con il medico.

Dopo aver iniziato a prendere uno SSRI, si consiglia di sottoporsi a controlli dal medico, dopo due, quattro, sei e dodici settimane in modo che possa controllare i progressi e vedere se si risponde bene alla terapia. Non tutti hanno gli stessi risultati con i farmaci antidepressivi, quindi, è importante che il progresso sia attentamente seguito nel tempo (monitorato).

Se il medico lo ritiene necessario, durante la terapia potrebbe chiedere l’esecuzione di regolari esami del sangue o di controlli della pressione sanguigna. Se dopo dodici settimane di cura non compare alcun segno di miglioramento, potrebbe prescrivere uno SSRI alternativo per vedere se possa avere qualche effetto positivo.

La durata della cura varia a seconda di quanto bene si risponda al trattamento. Anche se si ritiene che il disturbo di panico sia stato trattato con successo, è probabile che ci sia bisogno di continuare a prendere il farmaco ancora per diversi mesi. Se si sospende la terapia prima di questo periodo di tempo, il rischio di ricadute potrebbe aumentare. Inoltre, per alcune persone potrebbe essere necessario prendere gli SSRI più a lungo rispetto al solito periodo di sei o dodici mesi.

Quando il medico, d'accordo con il malato, ritiene opportuno interrompere la cura con gli SSRI, la sospensione dovrà essere graduale riducendo lentamente il dosaggio. Non si dovrebbe smettere di prendere farmaci SSRI di propria iniziativa ma si dovrebbero seguire sempre le indicazioni del medico su come e quando farlo per evitare che si verifichino disturbi (sintomi) da astinenza quali, ad esempio:

Questi disturbi possono verificarsi anche in caso di riduzione della dose. Di solito, sono di lieve entità ma potrebbero manifestarsi in modo anche grave qualora il farmaco fosse interrotto improvvisamente e non gradualmente. Per alcune persone, ciò significa dover prendere gli SSRI a lungo termine. In altre, il rischio di ricadute può essere ridotto attraverso l'impiego della CBT.

Qualora dovessero verificarsi effetti indesiderati (effetti collaterali) che non si riducano nel tempo è necessario rivolgersi al medico curante.

Antidepressivi triciclici
Se gli SSRI non sono adatti, o se i disturbi (sintomi) non migliorano dopo un ciclo di dodici settimane di cura, il medico potrebbe prescrivere un tipo diverso di antidepressivo.

Gli antidepressivi triciclici funzionano in modo simile agli SSRI. Regolano i livelli di alcuni neurotrasmettitori come, ad esempio, la noradrenalina, determinando un effetto positivo sui sentimenti e l'umore e non creano dipendenza. L'imipramina e la clomipramina sono due antidepressivi triciclici spesso prescritti per curare il disturbo di panico. Gli SSRI, di solito, sono prescritti prima degli antidepressivi triciclici perché hanno un minor numero di effetti collaterali.

Effetti indesiderati comuni degli antidepressivi triciclici sono:

  • stipsi
  • difficoltà a urinare
  • visione offuscata
  • bocca asciutta
  • riduzione del desiderio sessuale
  • aumento di peso
  • tachicardia
  • sonnolenza
  • vertigini
  • difficoltà di memoria

Tali disturbi dovrebbero alleviarsi dopo 7-14 giorni di cura, appena il corpo inizia ad abituarsi al farmaco. Tuttavia, se dovessero presentarsi, è consigliabile consultare sempre il medico.

Pregabalin
Il pregabalin è un altro farmaco utilizzato spesso nel disturbo di panico. Si tratta di un anticonvulsivante usato anche per curare una malattia che provoca crisi epilettiche ripetute (epilessia). Tuttavia, è stata ravvisata la sua utilità anche nella terapia dell’ansia. Gli effetti indesiderati (effetti collaterali) del pregabalin possono includere:

  • sonnolenza
  • vertigini
  • aumento dell'appetito e aumento di peso
  • visione offuscata
  • mal di testa
  • bocca asciutta
  • nausea
  • affaticabilità, stanchezza

Il pregabalin ha una probabilità minore di causare nausea o calo desiderio del sessuale rispetto agli SSRI.

Clonazepam
Il clonazepam è un altro farmaco spesso usato per trattare l'epilessia che, a volte, è anche prescritto per il disturbo di panico. Può causare una grande varietà di effetti indesiderati (effetti collaterali) tra cui:

  • forte mancanza di energia (letargia)
  • movimenti oculari anomali (nistagmo)
  • confusione
  • difficoltà di concentrazione e disfunzioni sessuali

Consulto specialistico

Lo psichiatra e lo psicologo clinico possono valutare la condizione del malato chiedendogli se abbia seguito delle cure e se siano state efficaci e raccogliendo informazioni sulla sua vita e sul supporto su cui può contare da parte della famiglia e degli amici.

Lo specialista sarà in grado di elaborare un piano terapeutico che avrà lo scopo di curare efficacemente i disturbi.

Il tipo di specialista della salute mentale a cui far riferimento (leggi la Bufala) dipenderà dalla situazione individuale:

  • lo psichiatra, è un medico qualificato che si specializza in salute mentale; è uno dei pochi specialisti della salute mentale che può prescrivere farmaci
  • lo psicologo clinico è formato nello studio del comportamento e dei processi mentali sottostanti; aiuta a trovare il modo di gestire in modo efficace l’ansia e gli attacchi di panico

Auto-aiuto

Ci sono diverse tecniche di auto-aiuto che è possibile utilizzare da soli per contribuire a ridurre i sintomi del disturbo di panico. Includono:

Rimanere dove ci si trova
Se possibile, nel corso di un attacco di panico si dovrebbe rimanere nel posto in cui ci si trova. L'attacco può durare fino a un'ora, quindi, se si sta guidando si dovrebbe accostare l'auto, o il motoveicolo, portandoli fuori dal flusso del traffico e, se possibile, parcheggiarli dove è consentito farlo.

Messa a fuoco
Se si ha un attacco di panico, può essere utile ricordare a se stessi che i pensieri e le sensazioni terrificanti prima o poi passeranno e che ciò che viene percepito non è reale. È consigliabile anche cercare di concentrarsi su qualcosa di concreto, chiaramente visibile e non minaccioso come, ad esempio, il quadrante dell'orologio con le lancette che scandiscono il tempo che passa o un prodotto esposto in un supermercato.

Respirazione lenta e profonda
Quando l'attacco di panico è in corso è opportuno provare a respirare lentamente e profondamente contando fino a tre durante ogni inspirazione e ogni espirazione. Panico e ansia, infatti, possono peggiorare se si respira troppo velocemente.

Sfidare la propria paura
Durante un attacco di panico, si dovrebbe cercare di individuare la propria paura e sfidarla ricordando costantemente a se stessi che non è realistica e passerà presto.

Visualizzazione creativa
Molte cose possono passare nella mente nel corso di un attacco di panico, per esempio, alcune persone pensano a catastrofi e alla morte. Invece di concentrarsi su pensieri negativi, è consigliabile spostare l'attenzione su immagini positive e rilassanti. Pensare a un luogo o a una situazione che faccia sentire tranquilli, rilassati e a proprio agio. Una volta individuata, bisogna concentrarsi su di essa. Ciò dovrebbe aiutare a distrarsi e contribuire ad attenuare i disturbi (sintomi).

Pensare positivamente può essere difficile, soprattutto se si non si è abituati a farlo da un lungo periodo di tempo. La visualizzazione creativa è una tecnica che richiede pratica ma, nel tempo e gradualmente, può determinare cambiamenti positivi sul modo in cui si pensa a se stessi e agli altri.

Non combattere un attacco di panico
Combattere un attacco di panico, spesso, può peggiorare la situazione. Cercare di resistere all'attacco e non riuscirci può aumentare il senso di ansia, frustrazione e panico.

È meglio rassicurare se stessi ricordando che, anche se può sembrare imbarazzante e i disturbi (sintomi) possono essere difficili da affrontare, l'attacco non è pericoloso per la vita e passerà presto.

Rilassamento
Se si soffre di disturbo di panico, ci si può sentire costantemente preoccupati e impauriti nell'attesa che possa verificarsi un altro episodio. Imparare a rilassarsi può aiutare ad alleviare l'angoscia e ad affrontare in modo più efficace gli attacchi di panico quando si verificheranno.

Alcune persone scelgono alcune terapie complementari, come il massaggio e l'aromaterapia, per cercare di rilassarsi. Anche attività quali yoga e pilates possono essere utili. Per attenuare i disturbi (sintomi), inoltre, è possibile esercitarsi su tecniche di respirazione lenta e di rilassamento per utilizzarle in caso di attacco di panico

Attività fisica
La pratica di una attività fisica regolare, in particolare l'esercizio aerobico, contribuisce a ridurre lo stress e ad eliminare o allentare la tensione. Può anche stimolare il cervello a rilasciare la serotonina che contribuisce a migliorare l'umore.

Si raccomanda, salvo diverse indicazioni del medico curante, che gli adulti di età compresa tra 19-64 anni facciano ogni settimana almeno 150 minuti (2 ore e 30 minuti) di attività aerobica di moderata intensità, come la bicicletta o la camminata veloce. Inoltre, due o più giorni a settimana, dovrebbe essere eseguita anche l'attività di potenziamento di tutti i principali gruppi muscolari (gambe, fianchi, schiena, addome, torace, spalle e braccia).

Se non si svolge esercizio fisico da un lungo periodo, o non ci si è mai esercitati in precedenza, prima di iniziare un nuovo programma di attività fisica è opportuno farsi visitare dal proprio medico che, sulla base dello stato di salute rilevato, potrà indicare il tipo e l'intensità di attività fisica da praticare e quella da evitare.

Dieta
Livelli troppo alti o troppo bassi di zucchero nel sangue possono contribuire alla manifestazione dei disturbi (sintomi) che caratterizzano un attacco di panico. Pertanto, è necessario mantenere una dieta sana ed equilibrata, mangiare regolarmente e non abusare di alimenti e bevande zuccherati. Inoltre, è opportuno evitare la caffeina, l'alcol e il fumo, perché possono contribuire a scatenare gli attacchi.

Complicazioni

Il disturbo di panico è una malattia curabile e per poter guarire è molto importante rivolgersi il più presto possibile ad uno specialista di salute mentale per iniziare le cure.

Se non accertato (diagnosticato) e non curato, il disturbo di panico può diventare una malattia debilitante e isolante. Può anche aumentare il rischio di sviluppare altri problemi psicologici.

Agorafobia e altre fobie
L'agorafobia è la paura di trovarsi in situazioni (luoghi aperti o chiusi) da cui è difficile scappare, allontanarsi rapidamente o ricevere soccorso. Molte persone con agorafobia evitano attività quotidiane come, a esempio, prendere un autobus o andare in un centro commerciale poichè temono, qualora dovesse verificarsi un attacco di panico, di trovarsi in una situazione imbarazzante e di avere difficoltà a ricevere soccorso se dovessero averne bisogno. Per questo possono anche essere preoccupate di trovarsi in luoghi, come ad esempio un treno in corsa, da cui non sia possibile scappare se dovesse verificarsi un attacco di panico. In alcuni casi possono avere difficoltà anche ad uscire di casa, soprattutto se non accompagnate da un familiare o da un amico.

Chi soffre del disturbo di panico, può anche sviluppare altre paure e fobie che, spesso, possono sembrare irrazionali. Ad esempio, provare un'ansia eccessiva in presenza di un particolare animale, un oggetto o un'azione che favoriscano lo scatenarsi degli attacchi.

Bambini
Il disturbo di panico è più comune negli adolescenti che nei bambini.

Gli attacchi possono essere particolarmente debilitanti nei bambini e nei giovani e, se gravi, possono influenzare il loro sviluppo e la loro capacità di apprendimento. La paura di avere un attacco di panico può far smettere di andare a scuola, di avere relazioni sociali e causare difficoltà a concentrarsi sui compiti scolastici.

Per accertare (diagnosticare) il disturbo di panico nei bambini bisogna raccogliere informazioni dettagliate sul loro stato di salute, presente e passato (anamnesi), ed effettuare una visita completa per escludere eventuali altre cause fisiche che possano presentarsi con gli stessi disturbi (sintomi). Potrebbero essere necessarie anche indagini per verificare se a causare gli attacchi di panico siano altri disturbi d’ansia.

Gli attacchi di panico nei bambini sono spesso eventi drammatici e possono manifestarsi con urla, pianto e aumento della frequenza di respirazione (iperventilazione).

Se il bambino mostra i segni e i sintomi del disturbo di panico per un periodo prolungato di tempo, il medico di famiglia può fare riferimento a uno specialista per un'ulteriore valutazione e per la cura.

Lo specialista potrebbe raccomandare un percorso di psicoterapia per il bambino come, ad esempio, la terapia cognitivo-comportamentale (CBT).

Droga e abuso di alcol
Alcuni studi hanno dimostrato che le situazioni causa di intensa ansia, come il disturbo di panico, possono anche aumentare il rischio di sviluppare problemi di alcol o di droga.

Inoltre, gli effetti collaterali, o i sintomi di astinenza, di alcuni farmaci e gli effetti di sostanze stupefacenti possono far aumentare i sintomi dell'ansia. Poiché anche il fumo e la caffeina possono peggiorarli, si dovrebbe cercare di smettere di fumare (se si fuma) e limitare la quantità di caffeina nella dieta.

Prossimo aggiornamento: 30 Novembre 2024

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